una delle maggiori difficoltà che stiamo trovando qui riguarda il cibo. ma non perché, come pure sarebbe ragionevole pensare, siamo italiani fissati con la pastasciutta. piuttosto, il punto riguarda gli ingredienti del cibo in vendita (con tre bambini piccoli, siamo piuttosto attenti a questo genere di dettagli).
facciamo un esempio: quali ingredienti ci sono una qualsiasi confezione di pasta barilla comprata in Italia? credo solo acqua e farina o semola di grano duro.
ecco gli ingredienti di una confezione di pasta barilla in vendita qui:
semolina (wheat) durum flour, niacin, iron (ferrous sulfate), thiamine mononitrate, riboflavin, folic acid.
per la precisione è una scatola di farfalle n. 65.
strano, no?
no.
nello yogurt optymal (bianco), c’è del colorante. e il colorante lo mettono anche nel cheddar, e nel white cheddar che ha il colore giallino del formaggio. e nel latte aggiungono vitamina A e D (ma qui non ci sono allevamenti intensivi, la qualità del latte è molto buona indipendentemente da queste aggiunte). il cioccolato lindt contiene aromi artificiali. quasi tutti i biscotti che vendono contengono olio di palma modificato, notevoli quantità di ferro (fino al 6% del fabbisogno giornaliero per 80 grammi), calcio e acido folico. quasi tutti i formaggi, anche le mozzarelle e le ricotte, sono fatti anche con carragenina e altri gelificanti. nel pane trovi anche (oltre alla farina, il sale, il lievito e l’acqua) “calcuim propionate, malted barely flour, alpha amylase, ascorbic acid”.
certo, certo, probabilmente mi faccio più problemi del necessario, naturalmente le vitamine fanno bene, gli aromi artificiali sono controllati, la carragenina è fatta di sali di calcio, di potassio, di sodio e di magnesio, l’acido ascorbico non è che vitamina C… però mi chiedo: perché? che bisogno c’è di modificare e ritoccare ogni cosa che ti devi mettere in bocca? se per una mozzarella basta del latte, a che scopo aggiungere dieci, venti altri ingredienti?
ma è inutile fare il cultore dello slow food (non lo sono): mi secca un mucchio sapere che la pasta che non comprerò mai, quella con cinque ingredienti più del necessario, costa circa la metà di quella fatta con farina di grano duro e acqua che invece compro io.
alla fine è solo una questione di braccine corte.


donna con fuso
Nov 21st, 2011sono domande più che lecite, io mi faccio questo tipo di domande quasi ogni giorno e considera che durante il mio viaggio in Canada a me sembrava che il cibo lì fosse molto più “genuino” che negli USA
menocentottanta
Nov 21st, 2011ciao, donna con fuso! eh, sì, noi dopo essere tornati continuiamoa farci mille domande. adesso siamo al livello: escludo i prodotti fra i cui ingredienti sono specificati “aromi” senza ulteriori informazioni.
aromi.
aromi?
che cazzo sono gli aromi?
vaffanculo, tienitelo!
(scusa, modalità beppe grillo)(che pure mi sta amtipatico…)