uno: lunghe giornate luminose
le giornate si stanno allungando e, deo gratia, il sole inizia a fare capolino in questo cielo sconfinato (oé, io ho sempre vissuto tra le Alpi e la collina torinese: sono un padano abituato a mura regalate dal scivolamento delle mappe tettoniche: per me l’orizzonte piatto del Canada rende il cielo enorme).
cose di questo clima di cui ci stupiamo sono: quanto presto diventi chiaro e quanto tardi faccia buio (al momento il periodo di luce va dalle cinque e mezza di mattino alle otto e mezza di sera); quanto scaldi il sole quando non c’è vento: col vento hai freddo, freddo da giacchettino sulla maglia di lana, appena smette di soffiare scoppi di caldo.
due: mikey mice must die
finora abbiamo visto conigli, oche e scoiattoli, tre o quattro gatti e molti cani, ma ancora nessun cervo (agli orsi abbiamo rinunciato).
siamo a quota tre topi morti nelle trappole che alimento a burro di arachidi; non sono contrario alla pratica (avrei di meglio da fare, ma vengono in casa, cagano in giro e sgranocchiano un po’ troppo per i miei gusti) ma non mi entusiasma aprire le trappole, disfarmi del cadaverino e ri-innescare la trappola. e credo che non riuscirò più a mangiare burro di arachidi in vita mia.
tre: an applied linguistic issue
il mio lavoro di questo periodo consiste nello scrivere il modulo che si occupa di correggere le traduzioni degli utenti del nostro software. di solito non amo programmare, ma in questo caso si tratta di un’attività molto stimolante in cui l’attività di pura programmazione si confonde con questioni di linguistica applicata davvero stimolanti. tipo: su una parola grammaticale è possibile un errore lessicale o, dato che la parola è grammaticale anche l’errore lo sarà ? l’apparente insensatezza di questa sequenza di parole cade facendo un semplice esempio: quando uno studente scrive “quello” invece di “questi” devo considerare come prioritario l’errore lessicale della parola sbagliata, quello grammaticale del dimostrativo sbagliato o quello grammaticale della flessione sbagliata? o una combinazione dei tre? in realtà , la prima cosa che ho fatto per risolvere il problema è stato chiedere aiuto a chi si è occupato di errori da un punto di vista teorico e a chi gli errori li incontra ogni giorno nei compiti dei propri studenti. ma l’idea di affrontare questo problema per sviluppare un programma (che sarà scritto diversamente a seconda della soluzione proposta) mi entusiasma. rende la programmazione meno un rompicapo e più una metodologia di problem solving.
(sì, sono di quelli che preferiscono le seconde ai primi.)

